BALI: IN SOLITARIA

16 Febbraio 2021 | i miei viaggi

Dove? A Bali. Quando? Continua a leggere 🙂

Sono sicura che almeno una volta nella vita ti abbia sfiorato la mente, ed anche un pò per questo (forse) ti trovi qui a leggere la mia esperienza

Quel sogno di partire da soli, senza nessuno che possa aiutarti, senza distrazioni, solo tu e le tue forze. Quella voglia di metterti alla prova.

I DID IT! BALI STO ARRIVANDO!

Era un giorno di metà marzo, nel 2019, quando mi sono fermata e mi sono detta: « Adesso prendo un volo per Bali, chi vuole venire bene, chi no fa niente, vado da sola! ».

In realtà lo dicevo da un sacco di tempo, ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Era passata una settimana, dopo un’assidua ricerca di voli low cost, avevo acquistato il biglietto! Non tanto “low”, ma non ci credevo, avevo una data: 31 marzo 2019.

Come prima cosa ho chiamato mia madre che è una delle persone più apprensive che conosca, mi aspettavo una reazione folle e invece con molta calma mi disse: «hai fatto bene! Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto. Vai senza paura». Io incredula, ma felice.

La sera prima del volo era un mix tra paura e felicità. Curiosità e preoccupazione. Ovviamente dormii pochissimo e la mattina dopo ero pronta con largo anticipo.

Ero fiera di me, come poche volte lo sono stata davvero. Eccomi in aeroporto!

Il mio viaggio a bali in solitaria ha inizio.

LA PARTENZA: NIZZA-DOHA/DOHA-BALI

Salutata mamma, mi incamminai verso la fila per il check in.

La donna che verificava il bagaglio mi fece qualche domanda, era molto gentile e curiosa. E sempre con la stessa gentilezza mi disse: “Vedrai, ti piacerà” poi aggiunse: “oltretutto il tuo primo volo avverrà con un aereo nuovo di zecca! Lo inaugurano oggi!” disse entusiasta (io, con un po’ meno entusiasmo, ma più scaramantica non sapevo se ridere o piangere, ahahahah!!!).

Al momento dell’imbarco c’era per l’appunto un banchetto di benvenuto e facevano una foto ricordo ad ogni passeggero prima di decollare.

Wow! Lo stavo facendo davvero. Iniziavo a rendermi conto che il sogno stava diventando realtà. Sentivo che quella era la cosa più giusta che avessi mai potuto fare nella vita. Ero curiosa come una bambina e una miriade di domande invasero la mia mente. Ero affamata di vita, di esperienze, di cultura.

19 ore di volo filarono lisce come l’olio. Guardai 3 film, ascoltai un po’ di musica, di dormire non ne volevo sapere. L’adrenalina era a 1000! Ed io osservavo il mondo dal finestrino con lo sguardo curioso, immaginando mille scenari possibili.

L’ATTERRAGGIO

Inutile dire, che una volta atterrata, tutte le mie domande svanirono e fecero spazio ad una sensazione di benessere mai provata prima. Mentre l’aereo toccava terra, sono scoppiata in un pianto fatto di commozione e liberazione. Era come se fossi tornata a casa dopo un lungo viaggio. Ero nel posto giusto al momento giusto. Niente paura. Niente ansia. Solo pace.

Una volta uscita dal portellone dell’aereo fui subito travolta dai profumi forti di incenso, cibo, afa e umidità che faceva da padrona. Era il profumo dell’Asia che avevo immaginato tante volte. Ora però ero lì e me lo stavo godendo tutto.

All’aeroporto mi aspettava la guida che avevo contattato tramite mail, durante l’organizzazione del viaggio; ma prima di dirigermi verso di lui, cercai uno sportello per cambiare i miei soldi nella moneta locale (rupia indonesiana) ed in seguito un negozio dove poter comprare una scheda per il cellulare, in modo tale da avere internet a disposizione. Ci misi circa un quarto d’ora a far tutto.

Poi, mi feci strada tra tutti i tassisti che cercavano di offrirmi il prezzo più basso e in lontananza vidi un cartello con su scritto il mio nome, al maschile però: ROBERTO. Sorrisi e capii subito che si trattasse di me.

Durante il tragitto in macchina tra l’aeroporto e l’ostello restai con gli occhi incollati al finestrino guardando fuori per captare ogni singolo particolare di quella cultura così diversa dalla nostra. Ma così affascinante.

FIDUCIA E CONDIVISIONE

La cosa che più mi stupì fu il fatto che lì, non esista malizia. Io invece, ancora con la mentalità da occidentale pensai, “chissà dove mi sta portando, qui è tutto buio…e chissà come saranno le stanze dell’ostello”. Ovviamente erano tutte supposizioni sbagliate e ancorate nella società occidentale in cui viviamo.

Avevo prenotato solo le prime 3 notti, perché mi era stato consigliato così da un’amica che era venuta qualche anno prima di me e che mi aveva detto di quanto fosse semplice spostarsi senza bisogno di prenotare con largo anticipo. Quindi ne ho approfittato per sentirmi completamente libera di muovermi.

PRIMA TAPPA UBUD

Il cuore di Bali, dove con un tour organizzato dall’ostello in cui alloggiavo, ho conosciuto 3 persone fantastiche e una (Maja) con la quale ho praticamente condiviso il resto del viaggio. Questa città mi ha colpito moltissimo per l’atmosfera spirituale dalla quale sembra essere avvolta, non a caso ci sono scuole di yoga in ogni dove e le persone sono estremamente “zen”.

Dopodiché Canguu, soprannominata “la città dei surfisti” (indovinate il perché) di cui mi sono totalmente innamorata e dove ho passato il resto dei giorni; ovviamente spostandomi per visitare altri luoghi in giornata, come Seminyak, Kuta (troppo turistiche per i miei gusti), ed infine Uluwatu che prende il nome dal tempio sulla scogliera, anche lei patria dei surfisti; la sabbia qui è più chiara e l’acqua più cristallina.

Ho dormito negli ostelli, in camerate da 8, con sconosciuti. Imparato cosa significa davvero: CONDIVISIONE. Fatto una delle lezioni di yoga più belle della mia vita in una casetta sull’albero, un tutt’uno con la foresta. Parlato lingue che credevo di non conoscere e mangiato cibi che credevo non mi piacessero. Ho visto luoghi mozzafiato. Scimmiette simpatiche e non. É stato bellissimo. Una delle esperienze più belle della mia vita.

IL CAMBIAMENTO

Inutile dire che tornata a casa non ero più la stessa persona, si ero sempre io, ma qualcosa si era mosso dentro di me e difficilmente avrebbe trovato pace. Voleva essere ascoltato.

Ci ho messo molto tempo per capire cosa fosse, ma grazie a quel viaggio ho risvegliato la mia anima, il mio bambino interiore e niente e nessuno lo avrebbe più fatto tacere.

Sono sicura che questo è stato solo l’inizio del mio cambiamento, l’inizio di una storia d’amore lunga una vita. Prima di tutto amore verso me stessa, poi, amore incondizionato nei confronti di questa splendida e meravigliosa terra che sono sicura di dover ancora esplorare. Già non vedo l’ora di tornare.

A presto Bali!

E grazie per tutto ciò che mi hai offerto e donato durante la mia permanenza.

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Mi chiamo Roberta ma spesso mi puoi trovare come AlmaGipsy (alma=anima e gipsy=gitana, un’anima gitana, vagabonda, figlia del mondo) e sono un’insegnante di Yoga ed esperta di Danza Estatica.

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